LA VIOLENZA SULLE DONNE? Tutto parte da una verità biologica che nessuno osa pronunciare:
le donne sono, per natura, più paurose degli uomini. Meno forza fisica, meno massa muscolare, meno possibilità di difendersi: per milioni di anni questa differenza ha reso la paura del maschio un meccanismo di difesa e sopravvivenza. Oggi quella paura viene risvegliata artificialmente, gonfiata fino al parossismo e usata come arma politica.
Perché la paura è il più potente generatore di consenso che esista.
Una sinistra ormai senza ideali – niente più lotta di classe, niente più diritti dei lavoratori – ha trovato nella “violenza di genere” l’ultima gallina dalle uova d’oro elettorale. “Terrorizzate le donne e il voto femminile è vostro per sempre”, senza dover promettere nulla di concreto su stipendi, casa o sanità. Basta gridare “gli uomini vi ammazzano” e i seggi sono garantiti.
E quando la paura dell’uomo diventa insopportabile, l’inconscio femminile torna al rifugio atavico più antico: il lesbismo.
Per millenni, in ogni cultura del pianeta, il sesso tra donne è stato considerato l’unico veramente sicuro: zero gravidanze indesiderate, zero rischio fisico, zero dipendenza maschile. Puro piacere spensierato.
Ecco perché si pompa terrore 24 ore su 24: per far riemergere quell’antichissimo schema e spingere milioni di donne verso l’omosessualità come “soluzione definitiva” al problema che hanno creato ad arte.
La presunta “violenza contro le donne” è quindi l’arma perfetta:
– androfoba
– eterofoba
– depopolazionista
e soprattutto
– elettorale.
Peccato che la stessa logica non valga mai per nessun altro tipo di violenza.
Quando violentano, picchiano o uccidono un anziano, nessuno chiede leggi speciali, aggravanti di genere, braccialetti elettronici, codice rosso, centri antiviolenza finanziati con centinaia di milioni, inasprimento delle pene “perché gli anziani sono più deboli”.
Silenzio totale.
Perché? Perché gli anziani non portano voti di blocco, e nemmeno si sa se arriveranno alle prossime elezioni; Non si possono terrorizzare in modo organizzato e non servono all’agenda depopolazionista e omosessualizzante.
Il femminismo non c’entra nulla con i diritti o con la violenza reale: è un’operazione di riorientamento sessuale di massa camuffata da giustizia sociale.
Parallelamente, nei bambini e nei ragazzi si insegna che ogni desiderio maschile è potenziale stupro, che l’eterosessualità è quasi sempre violenza, che l’istinto maschile va estirpato.
Il percorso è diabolico:
1 tappa. Da piccoli: “Proteggi tutte le donne come proteggi la mamma”.
2 tappa. Da adolescenti: la protezione diventa rispetto della superiorità femminile e servilismo maschile obbligatorio.
3 tappa. Educazione emotiva spinta al massimo → si insegna ai ragazzi a vivere il sesso “nel modo giusto”, cioè nel modo femminile… fino a far nascere la curiosità di essere penetrati (perché così non si è più “violenti”).
4 tappa. Dopo l’apertura alla bisessualità, il passo verso l’omosessualità è breve ed a spingerlo non sono più le scuole ma il bombardamento mediatico effettuato attraverso le vie preferite dai giovani: la musica, i film, i libri, i social, la moda… un’orchestra che predica in una singola direzione quella nella quale l’istinto riproduttivo è azzerato azzerato → fine della specie tradizionale.
Una strategia ben messa a punto nei decenni ed arrivata a dominare l’occidente. Lo stesso trucco usato da ogni movimento arcobaleno degli ultimi 30 anni: “fingersi eternamente vittime per ottenere privilegi sempre maggiori”.
– I gay: “Siamo discriminati” → matrimoni, adozioni, leggi speciali.
– I trans: “Siamo discriminati” → ormoni gratis, sport femminile, bagni e carceri.
– Le donne: “Siamo tutte potenziali vittime” → quote rosa ovunque, leggi che presuppongono la colpevolezza maschile, fondi pubblici infiniti, censura di ogni voce maschile.
Urlandare “vittima!” più forte degli altri si sale sempre in cima alla piramide dei privilegi.
E funziona. Sempre.
Una strategia sperimentata dalla religione delle e vittime dell’olocausto che ha portato addirittura alla creazione di uno stato arrivato ormai a dominare in maniera quasi assoluta.
Svegliatevi.
La paura che vi iniettano ogni giorno non serve a proteggervi.
Serve a farvi votare quella che una volta era la sinistra, a farvi odiare gli uomini, a farvi smettere di fare figli, a farvi scegliere – “spontaneamente” – l’unica sessualità che da millenni è considerata senza rischi e senza gravidanze: quella lesbica.
E se vi chiedete perchè dovrebbero farlo provate a pensare i guadagni che comporterebbe la commercializzazione della riproduzione (gia avviata con l’utero in affitto) ed a un’elite che rimanesse l’unica a riprodursi e perpetrarsi nel tempo eliminando esseri inutili ma che consumano risorse sempre meno disponibili.
Non lasciate che vi rubino il futuro biologico dell’umanità dietro la maschera della “sicurezza”, del “vittimismo progressista” e delle leggi che valgono solo per un genere.
Rifiutate la paura indotta.
Rifiutate l’omosessualizzazione di massa.
Rifiutate la politica che vive di terrore e privilegi di casta.
Difendete la natura, la famiglia, la vita.
Prima che sia davvero troppo tardi.
